Come Scaricare Medal Of Honor Warfighter Per Pc Ita

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Medal of Honor Warfighter, download gratis. Medal of Honor Warfighter: Una guerra intercontinentale al terrorismo. Password per aprire il smartdir.info (se richiesta) = "smartdir.info" Download a solo scopo di backup il forum non si assume nessuna responsabilità per. Medal of Honor Warfighter -FULL UNLOCKED – MULTI7 ITA Scritto da Dopo aver scaricato il file per la traduzione: Copiare nella directory. Niente è più autentico di Medal of Honor Warfighter, in arrivo il 26 ottobre Download Torrent: smartdir.info smartdir.info La campagna in single player è ambientata in territori come il Pakistan, lo Yemen​, Lingua. Ita (audio). Ita (testi). Manuale. Ita. PEGI. 16+. Supporto. Download Leggi la recensione completa di Medal of Honor: Warfighter per PC Windows.

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Consci della qualità altalenante del prodotto, pur alla luce di un ottimo quantitativo di copie vendute circa cinque milioni in tutto il Mondo , gli sviluppatori ci hanno voluto riprovare, promettendo di raggiungere -con Warfighter- vette che il predecessore non era stato in grado di toccare. Grazie all'esperienza maturata e alle prodezze del Frostbite in versione 2. Pieni di speranze ci siamo recentemente avvicinati alla "prova del nove", giungendo dopo una sostanziosa prova con mano campagna interamente completata e svariate ore di multiplayer competitivo alla meno attesa delle conclusioni.

Medal of Honor: Warfighter non oltrepassa di molto gli standard del suo predecessore, non riuscendo ancora una volta a sfondare nel fitto panorama degli FPS bellici moderni. Complice una longevità ancora una volta ai minimi sindacali ed una diffusa mancanza di personalità, il prodotto Danger Close non riesce a distinguersi, confondendosi in maniera troppo lassiva e qualunquista con la massa.

Nemmeno le velleità del Frostbite -come vedremo palesemente decurtato- riescono ad innalzare Warfighter oltre lo standard, lasciandolo pericolosamente in balia di una corrente che tra il 6 e il 13 Novembre si farà estremamente tumultuosa.

Si parte dallo spawn infinito dei nemici tra un checkpoint e l'altro, pratica abbandonata da anni dagli illustri concorrenti ma, a quanto pare, ricorrente in Medal of Honor. Abbiamo poi potuto osservare svariate compenetrazioni poligonali, sparizione dei modelli dei commilitoni e routine palesemente buggate ad esempio uno dei nostri che continuava ad aprire il fuoco nonostante sulla sua linea di tiro -a pochi centimentri- ci fosse un ostacolo , nonché qualche sporadico caso di respawn nemico davanti ai nostri occhi.

Alla luce della nostra analisi, il single player di Medal of Honor: Warfighter si presenta riuscito solo in parte rispetto alle ambizioni tripla A del team. Una buonissima varietà di situazioni, la scorrevolezza della campagna e la notevole cura nella carraterizzazione bellica non bastano ad elevare un titolo che soffre di una canonica mancanza di incisività in ogni frangente e di problematiche non indifferenti legate alla longevità ed alla programmazione dell'Intelligenza Artificiale.

Multi è meglio?

L'esperienza multiplayer è senz'altro una delle chiavi della produzione Danger Close che, imparando dai propri errori, ha tentato questa volta di confezionare qualcosa di unico rispetto alla concorrenza. Si tratta, in particolare, del Fire Team, una feature che ci accompagnerà nel corso dell'intera esperienza videoludica. Stiamo parlando delle sotto-squadre composte da due elementi che si formeranno all'interno di ogni team implicato nelle battaglie.

Medal of Honor (videogioco 2010)

Potremo scegliere un compagno dalla lista amici per formare la coppia, o lasciare che la CPU lo faccia randomicamente per noi all'avvio della partita.

Il feeling tra i due giocatori è uno dei capisaldi della produzione Danger Close, almeno per quanto riguarda il comparto multigiocatore. Tra i due commilitoni si creerà infatti un rapporto di mutua collaborazione, che spazierà da un maggior accumulo di punteggio a fronte di azioni particolari rifornire o curare il compagno, farlo rinascere vicino, vendicarne la morte Le meccaniche messe in moto da questa particolare feature sono davvero tantissime e, almeno sino ad ora, risultano funzionali e ben implementate, riuscendo nel tentativo di donare un tono differente all'intero comparto.

Fire Team, insomma, diverte e convince, spingendo i giocatori a provare sempre nuove combinazioni e re-inventando in un certo senso il gioco di squadra.

Parlando di varietà, legata anche e soprattutto al Fire Team, Medal of Honor non lesina sulla quantità, presentando un sistema di personalizzazione di classe, soldato e dotazione, davvero profondo.

Inizialmente potremo selezionare solamente una o due categorie tra le classiche Assaltatore, Cecchino, Geniere.. Accumulando esperienza ed onorificenze saremo in grado di sbloccare sempre più contenuti, andando non solo a selezionare la tipologia d'avatar da mettere sul campo ma anche, minuziosamente, il suo equipaggiamento, personalizzandone l'arma in ogni dettaglio - dalla mimetica alla tipologia di caricatore.

Il sistema, proprio come in Battlefield, è stato studiato ad hoc per indurci in un circolo virtuoso, fatto di continue sfide -legate a questa o quell'arma- ed onorificenze da sfoggiare nella particolare gamercard di gioco. Statistiche ed obiettivi andranno a confluire nei meandri di Battlelog qualora possedessimo un account Origin dandoci la possibilità di competere in speciali campionati, difendendo, a suon di EXP, i colori della nostra nazione. Mappe e modalità di gioco, infatti, mostrano ancora una volta quell'assenza di carattere e personalità di cui abbiamo parlato tanto in questa recensione, ed il sistema di gioco stesso palesa carenze in fase di rifinitura che portano alla luce bug più o meno gravi.

Partendo dal principio, ed osservando le game modes proposte, troviamo un'offerta abbastanza canonica. Alle solite varianti di Cattura la Bandiera, Dominio e Deathmatch a Squadre qui si uniscono Combattimento ed Hot Spot: la prima, esattamente come Corsa, prevede difesa ed attacco di tre obiettivi differenti sulla mappa; la seconda ci mette di fronte a cinque obiettivi, da colpire o mantenere a seconda della squadra d'appartenenza.

Combatti la guerra in Afghanistan

Se il team d'attacco riuscirà a farne esplodere tre su cinque nei quindici minuti di tempo prestabiliti porterà a casa la vittoria, in caso contrario a trionfare sarà la difesa.

La sola presenza di spot da distruggere o preservare, tuttavia, rende la carica "innovativa" di tale game mode piuttosto limitata, pur in unione alle buone velleità del Fire Team.

Ne risulta dunque un computo ludico molto standardizzato che, pur offrendo una discreta varietà, non riuscirà mai ad entusiasmare veramente. Le otto location, eccezion fatta per lo Stadio di Sarajevo e il Promontorio di Al Fara, mostrano un riciclo piuttosto spinto negli elementi di design, che rende le location sin troppo simili l'una all'altra. Troviamo, ad esempio, tre diverse mappe ambientate a ridosso di villaggi diroccati, ed altrettante inscritte nella vegetazione tropicale.

Qui la costruzione degli edifici, la texturizzazione ambientale, lo sviluppo della vegetazione e tanti altri elementi di contorno risultano sin troppo simili tra loro, quasi riproposti.

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Aldilà della Sarajevo notturna, insomma, nessuna mappa si distingue efficacemente dalle altre ed, in generale, dall'offerta di un qualsiasi FPS in circolazione. I livelli di Battlefield sono molto lontani, quasi irraggiungibili, ed addirittura le striminzite mappe di CoD presentano stile e caratterizzazione maggiori di quelle presenti in Medal of Honor.

Bisogna tuttavia precisare che, esclusivamente riguardo alle funzionalità, il level design si comporta piuttosto bene, mostrando una strutturazione a tratti aperta e a tratti labirintica ed intricata in grado di favorire qualsivoglia tipologia di gioco - d'assalto come stanziale. L'esperienza, dunque, tende a ristagnare. Un vero peccato dato che le meccaniche di gioco sono quelle di uno shooter competitivo raffinato, dove alla frenesia della killspree si preferisce e consiglia un approccio ragionato e di squadra, poco canonico ma molto apprezzato negli shooter moderni.

Qualche stonatura, in questo senso, viene da un'implementazione non perfetta degli spawning points.

Per quanto la "Zona di Ripiego" venga posizionata lontano dal cuore dell'azione e lo spawn accanto al commilitone venga regolato dal livello di minaccia del nemico verso lo stesso, le partite hanno mostrato diverse storture. In primis una mancanza totale di copertuta per i punti respawn "di base" completamente aperti al camping nemico , ed in secondo luogo una gestione della minaccia di vedute sin troppo ampie.

Capiterà molto spesso, infatti, di rinascere accanto ad un compagno in procinto di essere aggirato, oppure apparire al fianco di un alleato in copertura, completamente scoperti.

Passando oltre, la dotazione molto più vasta rispetto al single player garantisce una certa pluralità d'approcci, considerata la caratterizzazione bellica che la produzione infonde nello stesso multiplayer. Si tratta, purtroppo, di una problematica intrinseca al sistema di mira, che rende piuttosto randomica la quantità di colpi necessaria ad eliminare un avverasario. A "confermarlo" la presenza dei soli server dedicati suddivisi per tipologia d'incontro , che riduce al minimo azzardiamo pure quasi a zero i fenomeni di lag dovuti alla qualità delle connessioni.

La latenza, essendo invece legata esclusivamente al ping della connessione rispetto all'ubicazione del server, in qualche sporadico caso rimane. L'esperienza competitiva in multigiocatore appare dunque molto controversa.

Da una parte abbiamo le ottime dinamiche del Fire Team, unite ad una personalizzazione molto vasta della dotazione e alla presenza di tante differenti unità speciali, ognuna caratterizzata da una sua schiera di bocche da fuoco. Bisogna dunque che ognuno valuti il peso da dare a quest'insieme di pregi e difetti, a seconda delle sue esigenze per quanto riguarda il multiplayer competitivo. Per quanto ci riguarda abbiamo trovato quello competitivo di Medal of Honor, alla fine dei conti, un reparto moderatamente soddisfacente: ideale per passare il tempo in attesa delle più blasonate produzioni in arrivo ma non certo in grado di tenergli testa.

Un dato di fatto sostenuto anche da una realizzazione tecnica insoddisfacente in multigiocatore , comprensiva di texture ferme ad una generazione fa, modellazione pologonale poco più che discreta ed una serie di problemi di clipping, compenetrazione poligonale e pop up davvero infinita.

Medal of Honor Warfighter PC ITA

Un colpo d'occhio confusionario e al di sotto della generazione corrente che inficia addirittura il gameplay, rendendo molto difficile il distinguo dei nemici all'interno dei livelli. Non aiuta un'interfaccia sin troppo carica di informazioni e microscopici segnali, capaci solamente di far girare la testa al videoplayer.

Frostbite 1. Prendendo in considerazione le versione console utilizzate anche per questa recensione possiamo dire di trovarci senz'altro al di sotto dello standard settato da Battlefield 3, e non di poco. La modellazione poligonale appare tutto sommato convincente, anche se osservando protagonisti e comprimari notiamo un fare "plasticoso" che rende soprattutto movenze ed espressioni facciali, in particolar modo durante le cut-scene, piuttosto innaturali.

Buone risultano invece le azioni di ricarica e copertura, nonché in generale i movimenti degli alleati, dei nemici e dell'avatar sul campo di battaglia. Sul secondo DVD della versione Xbox è presente un texture pack molto consistente, che vi consigliamo molto caldamente di installare.

Giocare Medal of Honor Warfighter installando l'HD Pack è una reale necessità: non farlo significa dover subire un peggioramento estetico al punto che l'uso di modelli e texture a bassa risoluzione rovinano completamente il look del gioco in molte aree. Giocare a Medal of Honor Warfighter installando l'HD Pack è una reale necessità: non farlo significa dover sottostare subire un peggioramento estetico al punto che l'uso di modelli e texture a bassa risoluzione rovinano completamente il look del gioco in molte aree.

Nella sua versione nativa Warfighter su Xbox è assolutamente inguardabile per l'utilizzo che viene fatto della bassa risoluzione di personaggi e ambientazioni. Anche i modelli tridimensionali sono qualitativamente inferiori e la loro sostituzione con le controparti in alta risoluzione innalza il gioco alla qualità della versione PS3.

Vi sconsigliamo vivamente di farlo visto che in cambio di pochi frame al secondo l'aspetto generale ne viene terribilmente, e orribilmente, compromesso. Il PC è chiaramente avvantaggiato rispetto alle versioni console, in particolare per la capacità di far girare il gioco a p, come si nota nella galleria sottostante.

Come sempre più spesso accade, la sincronia verticale è dinamica su Xbox e statica su PS3 ad eccezione delle sequenze di guida dove invece è disattivata di default. Anche se gli approcci sono diversi, Danger Close ha cercato di mantenere per quanto possibile i trenta fotogrammi al secondo come velocità di crociera e in questo entrambe le versioni riescono, pur se con alcune incertezze più o meno marcate, a raggiungere l'obiettivo.

Di fatto tuttavia, la versione PS3 è in netto vantaggio su quella Xbox in particolare in quelle scene in cui gli effetti alpha e gli shader sono in azione. In questi frangenti la PlayStation 3 conduce regolarmente con un distacco medio di cinque fotogrammi al secondo.

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La build Xbox è spesso penalizzata anche nella reattività del sistema di controllo, che deriva dalle frequenti incertezze del motore grafico. Anche la consistenza dell'immagine è un problema frequente con molte sequenze in cui il disallineamento arriva addirittura al centro dello schermo e non si limita alla parte superiore. Il tearing è presente anche su PS3 ma è molto meno frequente e soprattutto rimane confinato alla parte alta dello schermo, notandosi molto poco nel corso dell'azione.

Sorprendentemente, abbiamo notato che il gioco su PS3 si comporta meglio nelle scene tradizionalmente più pesanti da gestire, quelle piene di effetti alpha che, a causa di un'ottimizzazione specifica per la piattaforma Sony, mostrano il fianco a minori critiche rispetto a quelle che siamo abituati a muovere in altri titoli PlayStation 3.

Il confronto diretto tra cutscene con il motore del gioco e sequenze di gameplay è altrettanto rivelatore. Mentre su PS3 il gioco mantiene i 30 FPS con una certa facilità, completamente diversa è la situazione su Xbox , con cali di performance frequenti e di notevole entità, cui si aggiunge il tearing dell'immagine di cui abbiamo parlato poc'anzi. La conseguenza è una build nettamente meno giocabile della consorella. Ma per quanto concerne il multiplayer, dove la performance è ancora più critica?

A parte questo, il gioco riesce a mantenersi abbastanza stabilmente sui trenta fotogrammi al secondo. La PS3 in questo caso è leggermente meno performante della sua controparte, con oscillazioni più frequenti rispetto al single player sebbene non tali da rovinare l'esperienza di gioco.

Quello che mette tuttavia in crisi entrambe le piattaforme sono le esplosioni con effetti particellari che causano pesanti picchi verso il basso delle prestazioni, a detrimento della capacità di mira del giocatore. Anche dopo l'installazione della patch rilasciata al day-one, durante i nostri test abbiamo continuato a riscontrare una moltitudine di bug. In particolare il respawn fuori dalle mappe di gioco o improvvidi warp attraverso i muri.

Su Xbox abbiamo avuto frequenti problemi di stuttering audio e occasionali rallentamenti nelle transizioni dalle cutscene in FMV a quelle realizzate con il Frostbite 2 e viceversa. Quest'ultimo fenomeno è peraltro molto frequente anche su PC. Il problema è che il codice a livello puramente qualitativo non è sullo stesso standard dei franchise di Battlefield e Call of Duty, e dunquetale da giustificare l'acquisto a prezzo pieno.

Su un piano di performance grafica, la PS3 si comporta bene durante la campagna single player girando quasi sempre senza i problemi di sincronia verticale e di frame rate che invece affliggono l'Xbox La console di Microsoft è leggermente più performante in multiplayer e beneficia di un livello di dettaglio superiore nel fogliame ma perde nella gestione delle ombre e, più in generale, nel livello qualitativo dell'immagine.

Anche dopo la patch del day-one, Warfighter rimane un gioco lontano dalla perfezione e rovinato da molti bug: rimanere bloccati nello scenario o essere teletrasportati attraverso i livelli sono solo due tra i molti bachi che abbiamo rilevato.