Scarica Dwg Da Geoscopio

Scarica Dwg Da Geoscopio  dwg da geoscopio

Manuale di utilizzo del sistema WebGIS Geoscopio Dal portale Cartoteca è possibile scaricare, ad esempio, la cartografia tecnica regionale. Geoscopio per la visualizzazione della cartografia e lo scarico dei dati geografici - Manuale di utilizzo del sistema Geoscopio >>. Il nuovo sistema, in corso di. La Regione Toscana ha dismesso, per la fornitura e divulgazione dei propri dati, i formati chiusi e proprietari, optando per i formati "aperti", come indicato alla. Il Geoportale della Regione Toscana si chiama GEOscopio. Di questi puoi scaricare il DSM, il DTM oppure i dati grezzi della nuvola di punti da laser come ad esempio AutoCAD Map 3D oppure AutoCAD Civil 3D, puoi. Altre informazioni · Vai alla risorsa · Geoscopio_wms CTRWMS Popolare. Servizio OGC di tipo WMS fornito da Regione Toscana (Sistema Informativo Esplora.

Nome: dwg da geoscopio
Formato:Fichier D’archive
Sistemi operativi: MacOS. Android. iOS. Windows XP/7/10.
Licenza:Gratuito (* Per uso personale)
Dimensione del file: 46.63 MB

La stampa è una funzione molto complessa e puo' succedere che vada in errore per problemi esterni all'applicativo stesso. Puo' avvenire un errore se casualmente piu' utenti involontariamente si La CTR 10K è organizzata in sezioni.

Ogni sezione viene prodotta autonomamente rispetto alle sezioni limitrofe. Occorre aprire uno dei portale Geoscopio che hanno tra i loro strati consultabili quello di interesse. Attenzione che in svariati portali al posto della CTR è Tale portale è uno dei tanti portali "Geoscopio" disponibili.

Puoi anche lasciare dentro le batterie di riserva, ma valuta anche se tenertele nel giaccone al calduccio.

Se la temperatura scende, probabilmente è troppo freddo ed in quota sarà ancora peggio. La batteria del Phantom è all'interno della scocca ed il suo calore riscalda un po' anche l'interno dell'APR. Durante l'attività sperimentale, compiuta in inverno, ho avuto modo di rilevare le temperature dei componenti con una termocamera e direi che, per temperature attorno allo 0, i componenti tendono comunque a scaldarsi con l'utilizzo.

Considera che l'aria fredda e secca è pià densa di quella calda quindi, a parità di giri del motore, la portanza sarà maggiore. Le immagini seguenti mostrano le fasi di utilizzo del modulo ExportToCanoma su un esempio di un famoso sito archeologico: Delphi.

Nell'esempio precedente il modello e' stato infine importato nel software Carrara, di Eovia, per sperimentare ulteriori fasi di rendering. Un altro programma che genera ambienti territoriali di un impressionante realismo e' Bryce, nato da Metacreations, ed attualmente in gestione presso DAZ. Tutti i programmi che abbiamo visto si affidano, per il rendering alla libreria grafica OpenGL ed al formato grafico VRML97 per l'export degli ambienti creati.

In questo modo, viene delegata a programmi esterni la visualizzazione tridimensionale in tempo reale. Infatti, pur permettendo la creazione di immagini statiche foto-realistiche e di animazioni, le sequenze video vengono prodotte all'interno dei programmi originali in un tempo piuttosto elevato. Essendo l' OpenGL una libreria di uso gratuito, e' stato intuitivo chiedersi, per un programmatore come lo scrivente, quanto fosse percorribile la strada di utilizzare questa libreria per costruire in proprio un programma che possa occuparsi di visualizzare ambienti tridimensionali.

I primi software di questo tipo sono stati quelli usciti da laboratori universitari, in ambito scientifico. Le discussioni degli utenti, comparse sui Forum associati ad ogni applicazione, hanno spinto verso una evoluzione continua di tali software, fino ad una "professionalizzazione" ovvero all'implementazione di funzionalita' presenti sul software commerciale.

Dai primi prototipi di difficile installazione e di incerta affidabilita' si e' passati all'attuale offerta di impeccabili prodotti ultra- affidabili, a volte piu' degli equivalenti commerciali. Un esempio eclatante di questo e' OpenOffice, che fa da antagonista agguerritissimo a Microsoft Office, e completamente ad esso compatibile. Un altro esempio, che riguarda piu' da vicino il campo della grafica vettoriale e' InkScape, che puo' sostituire tranquillamente Adobe Illustrator o Freehand.

GEOREFERENZIARE UNA NUVOLA DI PUNTI IN CLOUD COMPARE

Per tornare all'utenza dei grandi enti, quelli governativi di varie nazioni mondiali stanno concretamente considerando la possibilita' di adottare software LIBERO, anche se molte volte soltanto per la notevole riduzione dei costi.

Al secondo posto troviamo MapServer, che e' un pubblicatore di cartografia attraverso internet. Molti enti utilizzano MapServer per rendere disponibile cartografia a rischiesta degli utenti. Recentemente, MapServer e' stato al centro di una polemica derivata dal fatto che Autodesk, finanziando un progetto Open Source, ne ha aperto il sito web chiamandolo "MapServer Enterprise" e facendo cosi' intendere di essere il garante del progetto.

L'insorgere della comunita' Open Source ha "convinto" Autodesk a desistere e ad adottare il nome di "MapGuide Enterprise". Per rimanere aggiornati sulle modifiche dei programmi, in genere e' necessario iscriversi alle rispettive mailList e seguire saltuariamente i forum dedicati.

Inoltre, e' possibile anche partecipare ai forum stessi, segnalando errori e suggerendo modifiche ed implementazioni. E' anche possibile scaricare il codice sorgente del programma, per ricompilarlo in proprio e cimentarsi nello studio, prima, dei sorgenti e, dopo qualche tempo nella implementazione di qualche semplice modifica del programma, se si e' in grado di programmare in C.

Una notevole parte dei progetti FREE riguarda i modellatori tridimensionali a poligoni e mesh. Il piu' famoso e' Blender, che un utente esperto riesce ad utilizzare al pari di altri molto piu' blasonati, come Maya o Cinema4D, considerando le immagini che si riescono a produrre con esso.

Nel campo della costruzione di modelli in formato nativo VRML97 Standard ISO sono da tenere in considerazione, tra le altre, due implementazioni: l'editor WhiteDune ancora in versione beta , e la libreria grafica Coin3D.

Diretto da Joerg Scheurich dell'Universita' di Stuttgart Stoccarda , WhiteDune e' un progetto Open Source, che lo scrivente segue da tre anni, avendo contribuito ad implementare alcune funzioni ed avendo realizzato alcuni modelli per un cortometraggio "LowTeckVideo " - Pur essendo un editor di forme base, WhiteDune consente di assemblare e modificare superfici anche complesse e di creare sequenze animate.

Per contattarci

Essendo un progetto in una avanzata fase di sviluppo, pur non essendo completo, e' molto adatto ad essere studiato per le sue componenti matematiche di base e soprattutto molto adatto a poter essere modificato per ulteriori implementazioni. Inoltre, essendo un editor per un formato grafico tridimensionale standard, come il VRML97, funge anche da palestra mentale per lo studio di questo importante linguaggio.

Dal punto di vista dell'implementazione di un visualizzatore tridimensionale in tempo reale e' invece piu' adatta la libreria grafica Coin3D, che permette di caricare, oltre al VRML97, anche il suo illustre progenitore, l'Open Inventor, creato da Silicon Graphics negli anni '90, sulla base dell'OpenGL. Lavorando sullo schema di WhiteDune e di Coin3D, lo scrivente ha realizzato due implementazioni, che possono "girare" contemporaneamente su tre piattaforme operative diverse, Linux, MacOSX e Windows.

Questo, in nome di una filosofia di vita, una dottrina a cui tutti dicono di voler aderire, ma a cui tutti si sottrarrebbero nel momento in cui tale filosofia risultasse indifendibile. Da allora, l'Open Source e la Free Software Foundation sono divenuti una forza travolgente, con cui le multinazionali dell'Informatica hanno dovuto venire in contatto, cercando di convivere, scendendo molte volte a patti.

Molti progetti "minori" sono stati comprati, molte innovazioni Open sono state chiuse nel cassetto. Ma molti progetti sono ancora "aperti", e molti altri ne verranno. I vantaggi del Software Libero e dell'Open Source sono evidenti: il software, per funzionare, necessita di essere provato e corretto dal maggior numero possibile di utenti-programmatori; perche' cio' sia possibile, e' determinante la libera circolazione dei file sorgenti dei programmi, in formato leggibile, in modo che chiunque, in grado di comprenderli, possa trovare e correggere le situazioni di errore, oppure possa implementare nuove funzioni, secondo le proprie necessita'.

Progetti QGIS della CTR

Sia i file sorgenti originari che i file modificati devono circolare liberamente, se si vuole che l'innovazione proceda con il vantaggio di tutti. Affinche' uno stesso programma funzioni su macchine basate su diverse piataforme, e' necessario riscrivere una buona parte delle funzioni; e questo ha un notevole costo.

Dato che, in realta', non esiste opeativo migliore, occorre che un buon programma "giri" sul maggior numero di sistemi operativi, e questo e' possibile solo da quando esistono le librerie di PORTING Open Source. Cio' che accade per il software, non accade per la base cartografica, in Italia, contrariamente a quanto accade in America, ove i dati geografici son ritenuti patrimonio pubblico.

E' buona norma che ogni gruppo di dati omogenei abbia allegata una scheda che riporti una serie di informazioni, quali la fonte, la data, la precisione, l'estensione, le trasformazioni subite, ecc.

Questo e' cio' che una corretta gestione della qualita' impone. Tuttavia, viene subito da chiedersi: come comportarsi nel caso in cui i dati che stiamo per utilizzarre non riportino il file dei "MetaDati"? E' molto semplice: piuttosto che non utilizzarli e quindi rischiare di non completare il lavoro , creiamo un nostro file di metadati in cui riempiamo le informazioni desumendole dai dati stessi, inserendo un "Non Noto" nei casi dubbi.

Naturalmente, tale nostro Meta-Data dovra' essere marcato e riconoscibile. Qualunque ingrediente del nostro modello territoriale deve avere una data di confezionamento e l'origine, in modo che noi possiamo sapere in qualunque momento la sua affidabilita'. Ma, piuttosto che non avere un dato, e' meglio averne uno provvisorio, sempre che questo non comprometta l'integrita' dell'insieme e che sia poi possibile sostituirlo con uno migliore, quando questo sia divenuto reperibile.

Facciamo un esempio: usiamo un'immagine meno dettagliata per coprire delle zone in cui abbiamo un buco di rilevamento. Proviamo a pensare ad un Modello Territoriale come all'allestimento di un museo; a volte possiamo trovarci davanti ad un reperto molto interessante, ma ridotto in frantumi. E' chiaro che, se si trattasse di un pezzo archeologico di grande importanza, esso verrebbe restaurato ed inserito nel museo, facendolo divenire soggetto di una mostra dedicata.

Ebbene, molto frequentemente ci si trova in situazioni simili, territorialmente parlando. Innanzitutto, e' solo da qualche anno che che ci si e' imposti l'uso dei Meta-Dati. Non tutti gli archivi hanno Meta-Dati correttamente formalizzati. Secondo: anche gli archivi "documentati" non sono privi di difetti, oppure sono nel formato direttamente utilizzabile.

Infatti, qualunque tipo di dato territoriale sicuramente necessita di un qualche trattamento, per poter essere visualizzato.

Navigazione

Molto difficilmente troveremo dati territoriali "belli e pronti". Il rischio e' quello di "allestire il museo" con oggetti falsi, ma e' quello che comunemente accade anche nelle mostre piu' famose.

Il fenomeno dei "Mondi Virtuali", e della "GeoReferenziazione" dei dati, ha portato alla divulgazione, alla reperibilita' e alla consultabilita' di informazioni di qualunque tipo, visibili sulla piu' innovativa "Killer Application" degli ultimi anni: Google Earth.

Google Earth, lanciato sulla rete nel giugno del , e' il piu' straordinario serbatoio di cartografia attualmente esistente. Il suo server, in continua evoluzione e' composto in questo momento da circa trecento TeraBytes di dati, in gran parte dedicati ad immagini satellitari e fotogrammetriche del globo. In meno di un anno dalla sua nascita, Google Earth vede in questo momento centinaia di applicazioni cartografiche, con tematismi di ogni tipo, dal riscaldamento del pianeta ai terremoti, alle previsioni metereologiche o al tracciamento delle rotte aeree.

Cominciano ad essere molti, inoltre, i modelli 3D di famosi edifici, di scelte progettuali o addirittura di quasi intere citta' visualizzabili su Google Earth. Quasi tutti i produttori di programmi hanno rilasciato in tempo di record un modulo di export verso il formato di input di Google Earth.

Lasciando da parte le implicazioni per la sicurezza o per la privacy che tale mappatura tematica in tempo reale puo' implicare, ci interessa in questa sede sottolineare quanto e' possibile utilizzare questa incredibile immagine del pianeta per costruire un modello territoriale a media scala.

Vedremo, in questa sede, come e' possibile creare un modello territoriale a partire da dati disponibili in rete e tramite trasformazioni effettuate con strumenti Open Source. Google Earth, comunque, non e' il primo ed unico ad aver realizzato il modello digitale del mondo. Infatti e' precedente di un paio di anni l'equivalente modello e programma della NASA chiamato World Wind e basato sul rilevamento radar dell'intero pianeta effettuato dall'ente spaziale americano.

Il software della NASA e' completamente Open Source, diversamente da Google Earth, i cui dirigenti comunque pubblicamente riconoscono gli innegabili contributi al loro progetto dalla comunita' Open Source.

Per dovere di cronaca occorre ricordare, comunque, che il primo "Globo" virtuale e' stato quello dell'Atlante dell'Enciclopedia Encarta Microsoft, risalente quasi ad otto anni fa. E' anche da notare che, sempre Microsoft ha realizzato il primo simulatore di volo su computer a basso costo con rendering fotorealistico, anche se Microsoft stessa non si vanta molto di questa realizzazione, dato l'uso "improprio" che ne e' stato fatto nella preparazione degli atti avvenuti nel fatidico Un altro programma che simula il modello terrestre e' TerraExplorer, di Skyline, che, pur essendo efficiente, ha una resa grafica notevolmente inferiore a Google Earth.

Ad un confronto operativo, le fasi di lavorazione dei dati risultano essere le stesse. Virtual Terrain Project e' stato sviluppato utilizzando la piattaforma Windows, ma sono a disposizione i file sorgenti per una ricompilazione su altri sistemi operativi.

Possono essere scaricati dal sito del progetto anche gli applicativi gia' pronti per essere eseguiti su Linux e su MacOSX. Al lancio del programma viene presentata una schematica rappresentazione dei continenti ed una lista di livelli. La prima operazione da effettuare e' quella di individuare e delimitare la zona di interesse, tramite le coordinate geografiche, espresse in Latitudine cioe' Nord o Y e Longitudine cioe' Est o X , dei lati del rettangolo di ingombro dell'area.

Il primo passo e' quello di selezionare il bottone Import Data e scegliere la tipologia Elevation per inserire la griglia dei punti del DTM Data Terrain Model nel formato disponibile.

Una volta caricato il file, sul video apparira' il rettangolo dell'area. In maniera analoga, inseriamo una ortofoto della stessa zona, in formato GeoTIFF, che contiene internamente le coordinate del rettangolo di ingombro dell'area rappresentata. Questa volta, il programma necessita di sapere il sistema geografico di base delle coordinate. E' da notare che i sistemi italiani vengono mostrati soltanto dopo aver selezionato "Show All Datums" dal pannello.

Carta tecnica numerica 1:10000

Tramite una serie di suggerimenti fatti dallo scrivente, lo sviluppatore ha implementato una funzione di export del DTM verso il formato standard VRML97, che permette di definire un oggetto ElevationGrid, che ha come parametri i numeri di righe e di colonne ed i valori della distanza tra le righe e le colonne della griglia.

Procederemo, da questo punto, ad implementare le altre geometrie necessarie al modello tramite un altro software Open Source: White Dune. In White Dune abbiamo a disposizione un catalogo di forme semplici e quindi occorrera' posizionare parallelepipedi e cilindri sull'ElevationGrid, provvedendo a renderlo semi-trasparente o invisibile, a seconda delle esigenze dell'editing.

Si tratta di un lavoro senz'altro lungo e non molto agevole, a cui si puo' derogare passando attraverso un modellatore piu' maturo, come Blender, che pero' esportera' un file VRML97 composto di elementi piu' complessi, come l'IndexedFaceSet, ovvero un insieme di facce triangolari.

Nel nostro caso, per la generazione della geometria degli edifici, abbiamo usato una base fotogrammetrica, soltanto bidimensionale, che abbiamo provveduto ad estrudere. Per la vestizione delle texture degli edifici abbiamo usato un metodo sperimentale, avvalendoci della possibilita' consentita dal linguaggio VRML97 di definire le coordinate dei punti di collimazione degli spigoli di una determinata faccia dell'oggetto rispetto ai punti corrispondenti sulla foto.

Per fare questo abbiamo scritto un apposito software, che si occupa di mappare automaticamente lo coordinate riprese dalla visione prospettica dell'oggetto; questa e', in realta', una possibilita' della libreria OpenGL, che puo' tenere traccia automaticamente delle coordinate sul piano di proiezione insieme a quelle tridimensionali dell'oggetto.

Per ottenere le coordinate da inserire nella texture del file VRML e' solo necessario normalizzare le coordinate, con valori approssimati da 0 a 1 rispetto ai margini occupati dalla foto sul piano di proiezione.

Naturalmente, il punto di vista in cui effettuare il calcolo dovra' essere quello sufficientemente piu' vicino a quello in cui era stata effettuata la foto. Il risultato delle operazioni e' un modello VRML , composto da uno schematico degli edifici e dal terreno sottostante ad essi, il tutto vestito dalle texture prese da una foto aerea.

Tale modello e' sufficientemente snello per essere visualizzato in una sequenza dinamica in tempo reale. Nel caso si vogliano visualizzare delle ombre, queste devono essere inserite sulle texture prima della renderizzazione, in quanto il VRML consente solo le ombre proprie.

Di seguito sono mostrati alcuni esempi di modelli realizzati tramite GeoDrink. I dati iniziali, utilizzati per realizzare i modelli di Roma sono degli SHP file bidimensionali, contenenti solo i poligoni di gronda con associati i valori dell'altezza di ogni singolo edificio.

Il programma GeoDrink e' in grado di trasformare in geometria di estrusione tali informazioni, relativamente ad una zona di interesse, definita dal file TFW di georeferenziazione dell'immagine ortofotografica sottostante. I file sorgenti in linguaggio C del programma possono essere forniti a richiesta all'indirizzo di eMail: roberto.

qgis catasto wms

Questa necessita' molto facilmente sara' ridimensionata: sara' la reperibilita' dei dati e la loro risoluzione a determinare il tipo di visualizzazione che riusciremo ad ottenere. Tuttavia, sara' possibile, con opportune tecniche di fotogrammetria, rendere "convincenti" dati a bassa risoluzione, che saranno fruibili cosi' anche a scala urbana.

La localizzazione dell'area puo' avvenire su una cartografia generica, a volte anche di natura turistica, come una carta stradale, di facile reperimento.

Inizialmente, occorrera' riportare la mappa, dall'originale cartaceo, ad un formato digitale, tramite scansione. Una volta immagazzinata l'immagine raster della mappa, in formato Tif non compresso, occorrera' portarla in scala con un programma CAD o con un visualizzatore Gis gratuito, come ArcExplorer, oppure MapExplorer, o TatukGis.