Scaricare Articoli Scientifici

Scaricare Articoli Scientifici  articoli scientifici

La storia di "Sci-Hub", che da anni offre gratuitamente milioni di articoli accademici e ha grandi problemi di copyright. Prima tenta di scaricare una copia dal database di contenuti piratati LibGen, e che, ad oggi, annovera più di 48 milioni di articoli scientifici. La condivisione di un articolo avuto su licenza non è consentito, per disincentivare la condivisione nell'articolo scaricato c'è il nome di chi lo. Questa estensione di Chrome ti permette di trovare gratis gli articoli a pagamento Il mondo delle pubblicazioni scientifiche è — più o meno come per aver scaricato troppi paper dalla piattaforma online a pagamento. Oggi vi farò vedere come scaricare articoli completi da Pubmed in modo completamente gratuito usando sci-hub, un servizio non troppo legale.

Nome: articoli scientifici
Formato:Fichier D’archive
Sistemi operativi: Android. iOS. MacOS. Windows XP/7/10.
Licenza:Gratuito (* Per uso personale)
Dimensione del file: 30.21 Megabytes

Gli strumenti di ricerca selezionati sono presentati in ordine alfabetico: cliccando sul link si recupera una breve descrizione che chiarisce l'ambito specifico di applicazione, le caratteristiche della risorsa e l'indirizzo web. Utilizza il protocollo OAI-PMH per cercare nei repositories delle università di tutto il mondo e sfrutta il cross-language retrieval: l'Eurovoc Thesaurus traduce automaticamente i termini e permette di cercare la stringa inserita nel form di ricerca in 21 lingue diverse contemporaneamente.

COM Motore di ricerca tedesco semantico per la letteratura scientifica con un'interfaccia utente disponibile in 27 lingue.

Il motore ricerca le pubblicazioni scientifiche soprattutto degli ultimi 10 anni e in oltre 80 lingue, con particolare attenzione alle lingue tedesca e inglese.

Dandelon implementa un sistema di thesauri semantici e linguistici: la lista di termini recuperata dal motore viene messa a confronto e filtrata da una rete di thesauri semantici che graduano la pertinenza dei descrittori e permettono una ricerca anche per sinonimi. Il servizio raccoglie attualmente i metadati di oltre pubblicazioni edite da circa 25 editori.

John Travis, sempre su Science , fornisce i dati di un sondaggio on line a cui hanno partecipato quasi Per questa ragione il colosso si è mosso per vie legali contro Alexandra Elbakyan e ha ottenuto da un giudice di New York di oscurare il sito. Con scarso successo dato che la piattaforma in realtà continua a offrire i suoi servizi.

Perché dunque inviare il proprio lavoro alle grosse case editrici?

È comunque paradossale che un ricercatore debba pagare sia per pubblicare le proprie ricerche sia per leggere gli articoli degli altri ricercatori. Qualche casa editrice rende disponibili i lavori on line, ma solo prima della pubblicazione a stampa. Qualche esempio.

Plos chiede invece tra i 1. È giusto che si sappia che i ricercatori che scrivono gli articoli e quelli che li revisionano peer review in nessun modo sono retribuiti da queste cifre, ed in certi casi anzi potrebbero pure aver pagato un contributo economico per poter pubblicare il loro lavoro: i soldi pagati dai singoli per leggere gli articoli o dalle biblioteche per accedere alle riviste scientifiche vanno direttamente agli Editori delle riviste, per il lavoro di raccolta, pubblicazione, scelta dei revisori, e per il prestigio conseguito in passato dalle loro riviste.

Aaron Swartz La libera disponibilità della ricerca è un argomento di cui oramai parla tutto il mondo scientifico e medico , e purtroppo la scintilla di questo interesse è stato il suicidio, nel , di Aaron Swartz , giovane programmatore di successo ed idealista.

Gli articoli erano già di pubblico dominio nella versione cartacea, ma quella online si doveva pagare cara. Beccato dalla Legge, gli era stata prospettata una condanna fino a 35 anni di carcere con una multa fino a un milione di dollari, e il ragazzo, a 26 anni, si è impiccato. Possiamo solo sperare che nessun altro muoia o si faccia male per la libertà della scienza.

Chi voglia oggi leggersi la ricerca scientifica in originale, avrà a disposizione alcune possibilità legali ed altre illegali. Partiamo da quelle legali.

Prima, ovviamente, bisogna identificare gli articoli che interessano, per esempio sui servizi Pubmed e Google Scholar , sui quali non mi dilungo perché sono ben noti, e Microsoft Academic , più recente, a meno che qualcuno non voglia qualche chiarimento. Non è sempre semplicissimo trovarle, ma fortunatamente ci sono delle strategie.

Se si hanno a disposizione soldi per un abbonamento, è anche possibile accedere a servizi che consentono di leggere non scaricare o stampare gli articoli per un tot mensile.

Ad onor del vero, debbo dire che la maggior parte delle riviste scientifiche che mi interessano non sono presenti, ma è possibile che per qualcun altro il servizio sia più utile.